Non credo che sia la cosa giusta

farlo ancora

ma in qualche modo andrà ammazzato il tempo

e il mio ego

specialmente dopo aver cenato nel miglior ristorante

e aver scolato bottiglie costose

che si annoiavano

in cantina tra le ragnatele

come la tua figa preziosa

tenuta in disparte.

Non è così che si affrontano i problemi

dovremmo saperlo ormai

non siamo più ragazzini

sui sedili ribaltabili,

non siamo più adolescenti

con le tasche bucate,

le mani ora hanno le stimate

e quando ci daranno da bere l’aceto

moriremo avvelenati.

Riflettici

ora che sei in macchina

sulla via di casa,

avertelo messo dentro

non ha fatto breccia nel tuo cuore,

è stato un altro esercizio fisico

un diversivo

un consumo di calorie

da fare dopo una cena sontuosa

con troppe bollicine

mi chiedo,

cosa ti dirò quando ci incontreremo

ancora?

Resterò probabilmente in silenzio

pensando a come abbiamo scopato stasera:

le tue spalle

mi faranno impazzire

anche domani.

Scopare

Sono ancora qua

all’appello del Diavolo

seconda fila a sinistra

accanto alla finestra

come a scuola

con l’anima sporca d’inchiostro

e le mani di carta

con un piano in testa

e un panino al prosciutto

nella borsa.

Potevo farmi da parte

abbandonare il mio sogno creativo

avrei potuto farlo

in silenzio

di nascosto

lontano da tutti

a 4000 km di distanza

riflettendoci seriamente

davanti all’Oceano

che se ne fotte dei geni

e di tutti i pesci che abboccano all’amo.

E poi?

Ho deciso di raccontarne ancora

oggi come ieri

domani come dopo

per il gusto di riderne

e piangerne ancora

con la pioggia

con il sole

la grandine e la neve.

Con gli occhi iniettati di sangue

e le caviglie gonfie

con la luce della luna che

non rassicura nessuno.

Con la penombra

delle 3 del pomeriggio ad Agosto

con la luce fioca di una candela

alle 3 della notte a Novembre.

Raccoglierò ancora queste parole

e te le regalerò.

Sarà il mio dono natalizio

perché devo impacchettarvi tutti

nemici in primis.

Nemici in primis

E’ uscito il mio nuovo libro di poesie.
SOLO LE ZANZARE CONTINUANO A DANZARE.
89 poesie inedite da spruzzare come un insetticida.

Acquistate, recensite, taggate, twittate, instagrammate, condividete e fatemi sapere se vi piace.
Leggetelo, amatelo e odiatelo. Lasciatelo in metro come regalo ai viaggiatori.
Lasciatelo in cucina come fosse filetto al pepe verde fumante.
Leggete qualche verso alla donna che avete sempre desiderato e speditelo a colei che vi ha rifiutato anni fa e che ora ha i baffi e i capelli bianchi.
Lanciatelo come scarpe al vostro peggior nemico.
C’è vita e speranza, c’è dolore e amore. C’è disperazione e rivalsa ma c’è soprattutto fottutissima realtà. Distruggetelo, innamoratevene, fatelo e fatemi a pezzi.

L’ho scritto per tutti quelli che – come me – odiano i poeti.

Compralo qui: Solo le zanzare continuano a danzare.

Libro di poesia

Libro di poesia

Comincia a notte fonda

cereali integrali nel latte di soia

cardinali maledetti a latere

tutti i topi nelle tane attaccheranno al nostro via

come tostapane colpiti da fulmini

pronti a sputare lingue di fuoco

maniscalchi sulle rotaie

per fuorviare gli sciacalli

iene affamate ai semafori

e ballerine lascive in punta di gesso agli incroci.

Indossiamo cappotti neri e mantelli color porpora

mangiafuoco

pagliacci depressi con bottiglie di Jameson piene

mentre Banksy costruisce Dismaland

e a New Orleans si masticano pecan pie.

Piove come se dovesse cancellare le tracce

persino Gesù non riuscirebbe a camminare sulle acque

le giraffe vi tireranno fuori

infilando la testa nei vostri balconi

perché abbiamo bisogno

che i testimoni

siano tutti dei piani alti.

Questa notte lo show è nostro

e lo facciamo per la strada

è il party di chi non ha mai festeggiato

con ostriche e champagne

ma quando i nostri topi vi morderanno la faccia

morirete

soli

e disperati come noi

che fisseremo anche domani

i fondi di bottiglia.

La vendetta dei nostri topi

Ti dovrai accontentare

di questo ti amo

perché non sono ancora riuscito

a scrivere una parola nuova

una parola che possa spiegare

cosa provi io per te

una di quelle utilizzate dai poeti

e dai filosofi

una parola che contenga una frase intera

che possa farti commuovere

appena la leggi

che riesca a farti scorrere davanti agli occhi

la nostra vita insieme.

Vorrei inventare una parola

solo per noi

che non finisca nel dizionario

esclusiva come il nostro amore

maestosa come una Rue di Parigi

elettrizzante come un’Avenue di Manhattan

come la Vodka e il Cointreau

col succo di mirtilli

come il miele sui formaggi

l’oliva nel Martini

lo Champagne con le ostriche

la musica

dei nostri viaggi in macchina.

Io ti amo ma credimi

non è questo ciò che provo

è oltre l’amore

è oltre noi

è oltre il cielo

ed io ti sorprenderò con una parola nuova

domani

all’alba

nel buongiorno del nostro letto.

Rosso

 

 

 

Certi uomini si arrendono

come mosche stordite dal DDT

dopo essere stati presuntuosi

per brevi lassi di tempo

convinti di essere invincibili

finiscono stecchiti

in una paletta per l’immondizia.

Puoi vederlo se ti affacci alla finestra;

ci sono zanzare che sembrano sceme

perché girano intorno ad un lampione

tutta la notte

e ci sono quelle che invadono il mio spazio

e muoiono soffocate per l’insetticida

attaccato alla presa di corrente.

La voglia di succhiare sangue

a tradimento

è uno sport estremo

con conseguenze funeste.

Ci sono topi che scorrazzano

sui binari della metro la notte

sfidando il destino tra Jefferson Street

e Bedford Avenue

e ci sono quelli che s’infilano nei vagoni del treno

a mangiare i resti di un Big Mac Menù

lasciato da un bambino

baffuto come loro.

Ci sono scarafaggi che si aggrappano

per i condotti del riscaldamento

che strisciano negli scoli

e che ritrovi a mangiare i tuoi biscotti integrali

in cucina

ignari dell’esca che gli stai servendo

come i cinesi fanno con te

nel tuo All can eat preferito.

Hai la possibilità di scegliere

anche tu.

Puoi sfidare la sorte

o farti i cazzi tuoi

l’importante è che sappia

che alla fine

moriremo tutti.

Moriremo tutti

Volevo scrivere una poesia d’amore

ma ho finito tutto il sangue

l’ho donato stamattina

dal mio cuore

a quello di un tizio

che aspettava un polmone.

 

Un tipo calvo si è schiantato

su un muro all’alba

e a sua insaputa ha messo a disposizione

un polmone

io pure,

prima che la gente mi prosciugasse

l’anima,

ho regalato il mio sangue puro

per un buono colazione

caffè e brioche inclusa.

 

A te

che godrai del mio sangue

e respirerai grazie al tizio

spiaccicato a 120 l’ora

sulla statale

per colpa di un ti amo

scritto al cellulare,

un consiglio:

non fumare

non frequentare la gente

e soprattutto

se hai una donna che ha

perennemente

bisogno di certezze,

ti amo

diglielo appena sceso dalla macchina

dopo averla parcheggiata

nel cortile di casa vostra.

Un consiglio

Può sembrare semplice talvolta

apparecchi la tavola

dopo aver fatto una bella spesa

cucini orate al cartoccio

e sorseggi vino

fresco

bianco

da un calice di cristallo

con in sottofondo

New Day da Watch the Throne

e non ci sono zanzare

ne ospiti indesiderati

ci sono le candele

e le fiamme che ballano silenziose.

C’è profumo di casa

i fenicotteri volano alti

i topi strisciano nei vostri quartieri

le farfalle non so dove siano

i conigli sono tutti nelle tane

e i gufi mi controllano

fuori dalla finestra.

Può sembrare semplice talvolta

a quelli come te

appesantiti dai grassi saturi

e saturi di bambini grassi

che strillano rincorrendosi

in cucina,

quelli come te

che camminano scalzi

sulle briciole

che soffiano la minestra

e con la forchetta

fanno sorridere sofficini

bruciati

per far mangiare figli

affamati di pace

che rompono i coglioni

per un sorriso dopo il lavoro.

Talvolta può sembrare semplice

e per me lo è:

ho scelto il silenzio

una cucina ordinata

le briciole nella pattumiera

orate cucinate bene

e di giocare

e accarezzare

solo lei

quando torna stanca

la sera.

Può sembrare semplice

Termina un’altra giornata

e me ne sto al fresco un altro po’

prima di chiudere un occhio per circa sei ore

mentre l’altro è sempre desto

non si sa mai che qualcuno voglia piantarmi

un coltello nel cuore

o spaccarmi una bottiglia in testa.

Perché i malintenzionati sono ovunque

sono come gli ospiti indesiderati:

si nascondono sotto il letto

approfittano della tua cortesia

svuotano il tuo frigo

prendono da mangiare

si scolano le tue bottiglie

frugano in dispensa

e si riempiono scodelle intere di cereali

quando tu sei in bagno a lavorare

col filo interdentale.

Se potessero ti chiuderebbero

fuori dalla porta

“Non esci oggi, non hai da lavorare?”

E se per caso rientri all’improvviso

li trovi sdraiati sul divano

con i piedi sul tuo cuscino preferito

a masticare popcorn al caramello

davanti alla TV che trasmette balli caraibici.

Io me ne sto al fresco

da solo

un altro po’

e l’unica compagnia è quella del mio computer

che risponde silenzioso ai miei comandi.

Solo col mio computer

Hanno occhi come braciole

ma si dichiarano vegani

e li vedi sgranocchiare

carote a mezzogiorno

come grossi conigli

con le orecchie a punta

tristi seduti sull’erba

in pausa pranzo

soli

sotto salici piangenti

dove la gente non ride mai.

Poi vanno a friggersi gli occhi di bue

davanti al PC

sudore olio di palma

le stesse che crescono per la via

le scimmie urlatrici

saltano da una parte all’altra

battendosi il petto

col rosario tra le zampe

ed io

che desidero solo un po’ di fresco

credo che mi battezzerò

con un tuffo in acqua

guardando il culo

di questa Jane.

Pausa pranzo