Se dessi retta al mio cuore

ora sarei sotto le lenzuola

di una sconosciuta

a farmi leccare le ferite

invece sono qui

anche stanotte

a ricordare quella volta

che facemmo l’amore

senza amore

sbattuti dal maestrale

in una giornata storta

vuota come bottiglie

consumate troppo in fretta.

E ti ritrovai nel mio letto

perché così doveva andare

e ansimavi fintamente

cercando di ricordare il mio nome

io invece ti chiamavo Giulia

perché il tuo non m’ispirava

come quel sesso inutile

che sapeva di vino bianco

senza bollicine

pagato troppo per goderne

con una come te.

Ricordo che dalla finestra

sentivamo le onde del mare

e ogni tanto un barbagianni

che si trascinava stanco

e il profumo della sabbia

ce l’avevi addosso

e i tuoi seni erano le dune

sulle quali avremmo dovuto passeggiare

se solo avessimo voluto dedicarci

un po’ di tempo semplice

per fissare i nostri nomi.

Mi dicesti:

“Tu mi piaci, ma sei estremo.”

Ti risposi:

“Tu mi piaci, se mi dai il culo.”

E andammo avanti per tutta la settimana

e non ci furono grossi miglioramenti.

Le bottiglie continuarono a svuotarsi

non facemmo passeggiate

i tuoi seni erano sempre belli

ed io non diventai Principe

in sette giorni.

Chissà dove sei ora

e se ti piaccio ancora.

Nonostante tutto un po’ mi manchi

e anche il tuo culo.

 

Pagina 15 del mio libro SOLO LE ZANZARE CONTINUANO A DANZARE

Solo le zanzare continuano a danzare

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