Ho affittato un cane bellissimo, di quelli grossi e pacioccosi e sono andato in spiaggia a far finta di aver un cane pacioccoso con cui giocare affinchè tutti mi guardassero e un po’ m’invidiassero, soprattutto che le fighe mi desiderassero in un’esaltazione di consecutio: seghe per i grammanazi di ‘sta minchia. Il mio cane faceva “Bau, Bau” fiero nel suo portamento, io gli lanciavo un pezzo di legno che il mare aveva abbandonato sulla battigia rapendolo chissà dove. Il mio cane saltellava e correva, neanche avessi speso metà stipendio in Purina di prima scelta e io l’accarezzavo mentre una figa in lontananza si bagnava un po’ le labbra non solo di cappuccino. Un sole tiepido, qualche nuvoletta sul Poetto. Un ragazzino dietro la Torre Spagnola si faceva fare un pompino costato presumibilmente una ricarica da 10 euro e malati dentro l’Ospedale zoppicavano sull’unica gamba sana. Ho deciso di chiamare il cane in affitto “Rent” e ogni volta che gridavo il suo nome, in procinto di lanciargli il bastoncino da raccogliere, lui si girava dall’altra parte turbato nell’inconscio e confuso nello spirito. Sono andato avanti così per un’oretta buona, in attesa che la bastarda dalle umide labbra si facesse avanti, così avevo immaginato la scena, una stronzata da telefilm americano o da libro di Fabio Volo che non ho mai letto. I libri di Fabio Volo che non ho mai letto li immagino così. Con lui protagonista principale del canovaccio narrativo che ovviamente adotta un nome d’arte: Michele, Luigi, Renzo. La mattina Michele esce di casa ma quella mattina è diversa dalle solite, si sente strano, affitta un cane e lo porta in spiaggia perchè non ha da scopare da circa due anni e avendole provate tutte, vuole giocarsi l’ultima carta, quella dell’uomo+cane=figa. Dovrei leggere almeno un libro di Fabio Volo per farmi un’idea di come si scriva un libro, o un racconto avvincente che catturi nell’intimo il lettore o come si adeschi una lettrice di Fabio Volo madida di muco grazie ad un cane in affitto. Il progetto però è andato male. La tipa non si è avvicinata, probabilmente sognava altri lidi, altri cani, altri autori e io sono rimasto solo come un Rent qualsiasi affittato per 25 euro al canile municipale. Si è fatta sera e ho portato Rent in quell’inferno poi ho spalancato le porte della mia casa e mi sono visto solo come un cane. Dio vi protegga.

 

 

 

3 responses


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Farsi una lettrice di Fabio Volo, ora mi hai dato un nuovo scopo nella vita.
Dici che lo scotto sia di leggersi almeno un capitolo da lui scritto?

23 febbraio 2012 21:47

Potevi tenerti il cane e poi provare ad affittarlo a Fabio Volo :-)

24 febbraio 2012 09:48

In questi tempi di recessione nemmeno più i cani funzionano…

27 febbraio 2012 16:38

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