Tra pochi giorni uscirà in formato ebook il mio ultimo libro di poesie “Col rasoio in mano”.

Potrete acquistarlo in tutti gli store online e anche in formato cartaceo.

Contemporaneamente pubblicheremo in formato digitale anche “Dio probabilmente è in bagno a depilarsi le ascelle” e “Solo le zanzare continuano a danzare”, sia in formato ebook che in copia fisica rivista e corretta con una nuova copertina.

I miei libri sono i miei figli.

 

Col rasoio in manoDio probabilmente è in bagno a depilarsi le ascelleSolo le zanzare continuano a danzare

Spietato come le strade di NYC

duro, sporco, disperato

sulla Deuce

cammina

un pappa vecchio stile su una Cadillac

del 69

che li conta tutti

prima di darne 20 alla sua puttana

che ha lo sguardo vuoto

e gli occhi secchi

come lo scroto dell’ultimo cliente.

Tutto gira intorno alla figa

ai soldi e alla coca,

strisce bianche sugli specchietti

nella tavola calda

dove lei sogna di tornare a casa

da una zia che non vede da 20 anni

e che non sa nemmeno se sia viva o morta.

Una ieri si è appesa sull’albero di Natale

del Rockefeller Center

come fosse la punta luminosa,

un’altra è morta soffocata il giorno del Ringraziamento

per una patata dolce andata di traverso

in una squallida camera a ore.

I leoni nello Zoo del Bronx

non ruggiscono più

come questi tizi dei Project

che mi guardano con sospetto quando

mi addormento sul treno

e invece di scendere a Belmont

finisco a Morrisiana

nemmeno io so come.

Cercavo gli Abbracci

su Arthur Avenue

e mi sono ritrovato davanti alla TV

a guardare James Franco

quindi ora che mi è venuta fame

mi faccio il the

e inzuppo i miei biscotti.

Red Hook

Brooklyn

NYC

17 pm

-6 la fuori.

Non leggo poesie

perché i poeti sono noiosi

provocano sonnolenza

e non ho tempo per dormire

preferisco vivere che fare incubi

investire il mio tempo per cose utili

tipo leggere le etichette delle lenticchie

che mangerò a cena

perché se ciò che non ti uccide

ti fortifica

credo che conoscere quante calorie

abbiano i legumi

sia più saggio che farsi ingrossare il fegato

con

diabetici

versi

d’amore

che fanno schizzare la glicemia

del mio sangue denso.

Ho bisogno d’amanti

non di storie d’amore.

Le storie hanno un inizio

ma soprattutto una fine

e ora sto scrivendo la mia sceneggiatura

e non ho ancora pensato

a quale sarà l’epitaffio

che lei

inciderà sulla mia lapide.

Ama se vuoi essere amato

cambia le mutande una volta al giorno

non sai mai quando giungerà il momento

allenati a essere romantico

talvolta

entra dal fioraio

e regalati un mazzo di rose rosse.

Regalati cioccolatini per il compleanno

e mangiali direttamente dalla scatola

vai a cena da solo

scegli un bel ristorante e una bottiglia Francese.

“Aspetta qualcuno signore?”

“Aspetto Amore”.

Poi fatti una risata

perché o crederà che tu sia un povero pazzo

da commiserare

o se la rivenderà quando avrà lui

un giorno libero.

Ho bisogno d’amanti

non di storie d’amore

perché le prime non hanno tempo da perdere

l’amore invece

è come un vuoto a rendere,

bevuto

dovrai restituire la bottiglia

per riempirla un’altra volta

se avrai sete e fortuna.

Non leggo poesie

ma conosco quante calorie

hanno i legumi

gli yogurt

i formaggi molli

e se i poeti sapessero

quanti uomini e quante donne

hanno lavorato e sudato

davanti al forno

per cuocere i miei biscotti preferiti

forse

smetterebbero di contorcersi

disperati sulla carta che sprecano

con stampanti svendute all’Autogrill.

Ho bisogno d’amanti

non di storie d’amore

che mi tengano sveglio un altro po’.

Ora sorrido

perché lei sussurra il mio nome

sul nostro letto

in penombra

mentre penso a un altro stupido poeta

che scriverà l’ennesima manfrina

alla mia ex.

Ho saputo che il mio libro di poesie Dio probabilmente è in bagno a depilarsi le ascelle è stato selezionato dalla Giuria del Festival Internazionale della Poesia di Genova, tra i migliori 30 finalisti del concorso ilmioesordio2017 indetto dal quotidiano Repubblica tramite la piattaforma de ilmiolibro.it Al concorso, nella sezione poesia appunto, hanno partecipato oltre 400 libri. Per questo motivo sono particolarmente felice che a qualcuno interessi – come a me – la depilazione di Dio. Il 30 Novembre sarà proclamato il vincitore assoluto, in ogni caso Dio e altri cristiani, pare abbiano gradito le mie attenzioni.
 
Grazie alla giuria (è un grazie che si disperderà nell’etere ma magari qualcuno legge), a chi lo ha comprato soprattutto, a chi ha acquistato Solo le zanzare continuano a danzare e a chi acquisterà il prossimo che arriverà a breve.
 
Per chi volesse il mio Dio, click qua.

Scrivo poesie

perché mi piacciono le parole

come ai meccanici piacciono i bulloni

ai chirurghi il pancreas

alle estetiste i peli

o ai becchini

i morti.

Le parole che preferisco sono quelle crude

bistecche di cavallo al sangue,

parole senza compromessi

che certe volte non arrivano

anche se cavalchi tutta la notte

aspettando che si palesino sul monitor

del computer.

Allora:

o spari dalla finestra al tuo nemico che rincasa

e si scrivi

AMEN

o ammazzi il tempo con i ricordi

e COSI’ SIA.

Consumo candele

che non asciugano lacrime,

mi consumo pensando

a quando eravamo giovani

e ci scrivevamo lettere d’amore

che poi riponevamo in cassetti fra petali di rose

e leccavo francobolli

immaginando di leccare il tuo

ma quelle erano parole ingenue come

TI AMO e tutto il resto.

Oggi invece TI ODIO

può bastare

per chiudere il capitolo.

Scriverò 99 poesie brutte

per averne una sola bella

e sarò ricordato per tutte quelle brutte

anche se l’unica bella

era una sorta di manifesto artistico

la scintilla del mio estro

il mio lascito ai posteri.

Mi piacciono le parole

ma qualcuna mi ha ferito:

per esempio quelle che hai scritto

di nascosto

con l’indice della mano destra

sui vetri umidi della cucina

dopo quest’acquazzone estivo

che ora

non riesco a cancellare.

 

A pagina 139 e tutte qui

E’ una sera di Novembre

e i nostri morti ci solleticano i piedi

ma qua nessuno ha voglia di ridere

nemmeno io

che gioco da solo a Scarabeo

perché sto cercando parole nuove

per farci cosa?

Non ho diari da scrivere

non sono un libro aperto

e preferisco i silenzi per cena

alle chiacchiere degli sconosciuti.

 

Ce ne andavamo in giro per bar

e sceglievamo gli sgabelli al bancone

e ogni barista era uno strizza cervelli

che pagavamo con shot di tequila

per non rivolgerci la parola.

Quando asciugava i bicchieri

tamponava la nostra anima

e quando spremeva il limone

aggiungeva il sale sulle nostre ferite.

Eravamo convinti che fosse quella la cura

senza ghiaccio

senza anestesia

solo due uova senza benedizione

la nostra Pasqua senza Resurrezione

Lazzaro senza Dio

nel Sepolcro tutta la notte.

 

Cosa ci è capitato?

Perché ci siamo persi di vista?

Avremmo potuto continuare a farci compagnia

saremmo riusciti a trovare una soluzione

sarebbe bastato parlarci almeno una volta

invece morirò da solo

in silenzio

senza averti mai detto

ciao.

Pagina 43 de Solo le zanzare continuano a danzare.

Se vuoi seppellirmi, prima leggi il mio testamento.

 

Il giorno del mio funerale

ci saranno 2000/3000 persone

ma di queste ne conoscerò

a malapena 200/300

e con 20/30

avrò scambiato due chiacchiere

senza sbadigliare

e solo con 2/3 avrò condiviso qualcosa

come pane

formaggio

vino

odio

e amore.

Quindi il giorno del mio funerale

sarà una farsa di pianti

qualcuno addirittura improvviserà

urla di disperazione

e i fenomeni si presenteranno con

un CD dei Bone Thugs in mano

e le Saucony ai piedi:

saranno i primi con i quali

neppure all’inferno andrò a correre

con la mia musica preferita nelle orecchie.

Ti spiego.

Dopo il mio funerale ci troveremo

in pochi come sempre

ma nessuno leggerà le mie poesie

e nessuno ammetterà che sono stato

un genio

perché anche questo manipolo

continuerà a non sapere che lo sono sempre stato.

Quindi?

La notte dopo il mio funerale

mangerai filetto al pepe verde

e berrai vino bianco fresco

accenderai una candela a casa

e ricorderai di quella volta

che hai cagato al Brooklyn Crab

dopo una giornata meravigliosa

perfetta come sempre

tu ed io.

Poi liberati di me, amore mio.

Non mi sono mai sentito abbandonato

perché sono sempre stato con me stesso

quando tutto sembrava così complicato

io c’ero per me

e continuamente

mi supportavo

e incitavo.

 

Io c’ero per me

quando la strada saliva

e la pendenza si faceva sempre più dura

quando la testa scoppiava

e il cuore impazziva

quando le gambe bruciavano

e il fiato sembrava sparire

come la gente dal mio orizzonte.

 

Non mi sono mai sentito abbandonato

perché sono sempre stato con me stesso

la mia ombra

la stella polare

l’unica luce che seguo

per attraccare la notte

a casa mia

il porto sicuro.

Non mi sono mai sentito abbandonato

Se dessi retta al mio cuore

ora sarei sotto le lenzuola

di una sconosciuta

a farmi leccare le ferite

invece sono qui

anche stanotte

a ricordare quella volta

che facemmo l’amore

senza amore

sbattuti dal maestrale

in una giornata storta

vuota come bottiglie

consumate troppo in fretta.

E ti ritrovai nel mio letto

perché così doveva andare

e ansimavi fintamente

cercando di ricordare il mio nome

io invece ti chiamavo Giulia

perché il tuo non m’ispirava

come quel sesso inutile

che sapeva di vino bianco

senza bollicine

pagato troppo per goderne

con una come te.

Ricordo che dalla finestra

sentivamo le onde del mare

e ogni tanto un barbagianni

che si trascinava stanco

e il profumo della sabbia

ce l’avevi addosso

e i tuoi seni erano le dune

sulle quali avremmo dovuto passeggiare

se solo avessimo voluto dedicarci

un po’ di tempo semplice

per fissare i nostri nomi.

Mi dicesti:

“Tu mi piaci, ma sei estremo.”

Ti risposi:

“Tu mi piaci, se mi dai il culo.”

E andammo avanti per tutta la settimana

e non ci furono grossi miglioramenti.

Le bottiglie continuarono a svuotarsi

non facemmo passeggiate

i tuoi seni erano sempre belli

ed io non diventai Principe

in sette giorni.

Chissà dove sei ora

e se ti piaccio ancora.

Nonostante tutto un po’ mi manchi

e anche il tuo culo.

 

Pagina 15 del mio libro SOLO LE ZANZARE CONTINUANO A DANZARE

Solo le zanzare continuano a danzare

Io non so niente

come Jon Snow

perché sono un bastardo

senza gloria

un corvo infreddolito

dietro la Barriera

pugnalato a morte dai confratelli

assassini

stupratori

e ladri

che vestono il nero

ai confini del mondo.

Quando arriverò come uno Spettro

cavalcando un MetaLupo

brandendo Lungo Artiglio,

infilzerò la tua testa su una picca:

l’inverno sta arrivando

anche per te.

Corvo