Volevo scrivere una poesia d’amore

ma ho finito tutto il sangue

l’ho donato stamattina

dal mio cuore

a quello di un tizio

che aspettava un polmone.

 

Un tipo calvo si è schiantato

su un muro all’alba

e a sua insaputa ha messo a disposizione

un polmone

io pure,

prima che la gente mi prosciugasse

l’anima,

ho regalato il mio sangue puro

per un buono colazione

caffè e brioche inclusa.

 

A te

che godrai del mio sangue

e respirerai grazie al tizio

spiaccicato a 120 l’ora

sulla statale

per colpa di un ti amo

scritto al cellulare,

un consiglio:

non fumare

non frequentare la gente

e soprattutto

se hai una donna che ha

perennemente

bisogno di certezze,

ti amo

diglielo appena sceso dalla macchina

dopo averla parcheggiata

nel cortile di casa vostra.

Un consiglio

Può sembrare semplice talvolta

apparecchi la tavola

dopo aver fatto una bella spesa

cucini orate al cartoccio

e sorseggi vino

fresco

bianco

da un calice di cristallo

con in sottofondo

New Day da Watch the Throne

e non ci sono zanzare

ne ospiti indesiderati

ci sono le candele

e le fiamme che ballano silenziose.

C’è profumo di casa

i fenicotteri volano alti

i topi strisciano nei vostri quartieri

le farfalle non so dove siano

i conigli sono tutti nelle tane

e i gufi mi controllano

fuori dalla finestra.

Può sembrare semplice talvolta

a quelli come te

appesantiti dai grassi saturi

e saturi di bambini grassi

che strillano rincorrendosi

in cucina,

quelli come te

che camminano scalzi

sulle briciole

che soffiano la minestra

e con la forchetta

fanno sorridere sofficini

bruciati

per far mangiare figli

affamati di pace

che rompono i coglioni

per un sorriso dopo il lavoro.

Talvolta può sembrare semplice

e per me lo è:

ho scelto il silenzio

una cucina ordinata

le briciole nella pattumiera

orate cucinate bene

e di giocare

e accarezzare

solo lei

quando torna stanca

la sera.

Può sembrare semplice

Termina un’altra giornata

e me ne sto al fresco un altro po’

prima di chiudere un occhio per circa sei ore

mentre l’altro è sempre desto

non si sa mai che qualcuno voglia piantarmi

un coltello nel cuore

o spaccarmi una bottiglia in testa.

Perché i malintenzionati sono ovunque

sono come gli ospiti indesiderati:

si nascondono sotto il letto

approfittano della tua cortesia

svuotano il tuo frigo

prendono da mangiare

si scolano le tue bottiglie

frugano in dispensa

e si riempiono scodelle intere di cereali

quando tu sei in bagno a lavorare

col filo interdentale.

Se potessero ti chiuderebbero

fuori dalla porta

“Non esci oggi, non hai da lavorare?”

E se per caso rientri all’improvviso

li trovi sdraiati sul divano

con i piedi sul tuo cuscino preferito

a masticare popcorn al caramello

davanti alla TV che trasmette balli caraibici.

Io me ne sto al fresco

da solo

un altro po’

e l’unica compagnia è quella del mio computer

che risponde silenzioso ai miei comandi.

Solo col mio computer

Hanno occhi come braciole

ma si dichiarano vegani

e li vedi sgranocchiare

carote a mezzogiorno

come grossi conigli

con le orecchie a punta

tristi seduti sull’erba

in pausa pranzo

soli

sotto salici piangenti

dove la gente non ride mai.

Poi vanno a friggersi gli occhi di bue

davanti al PC

sudore olio di palma

le stesse che crescono per la via

le scimmie urlatrici

saltano da una parte all’altra

battendosi il petto

col rosario tra le zampe

ed io

che desidero solo un po’ di fresco

credo che mi battezzerò

con un tuffo in acqua

guardando il culo

di questa Jane.

Pausa pranzo

Stavo senza soldi

ma con le tasche piene di speranza

e se correvo a perdifiato per le discese

è perché non mollavo mai in salita.

E quando la gente stava senza Dio

e Maometto andava dalla Montagna

e Buddha stava in silenzio tutto il giorno,

io andavo al banchetto di un Cristo pazzo

che si divertiva a moltiplicare pane, pesci

e vino per tutti.

 

Brutta gente

uguale

brutti posti.

 

Senza gente

uguale

pace e gioia.

 

Quindi.

 

Ho creduto in me stesso

quando masticavo rosette bagnate con lo zucchero,

quando giocavo a guardie e ladri

e facevo sia la guardia sia il ladro

perché studiavo tutte le prospettive

per competere

in questo gioco.

Ora se una tipa

te lo strizza in cameretta

e tua mamma si smanetta

su Facebook al cellulare

tutto il giorno,

se tuo padre va a puttane

sperando che tua sorella non diventi

come la sua migliore amica,

e se il prete

se lo fa prendere in bocca

dai ragazzini in debito di fede e credito,

non è che mi sia discostando dalla realtà.

Sto solo osservando la vita

come dovrebbe fare un repoter serio.

Annoto tutto sulla mia Moleskine

e poi vado a farmi un panino al prosciutto

perché mai saltare

gli spuntini.

Ho creduto in me stesso

 

 

Abbiamo affettato il nostro cuore

per cuocerlo sul barbecue

e il profumo della carne saliva verso il cielo

come il fumo della nostra anima

viaggiava inesorabile verso la Casa del Signore

o della vicina

che ci spiava dal suo davanzale

sempre troppo sporco

di merda di cornacchia

e altra ornitologia.

Prendi i calici più belli

e riempili sino all’orlo

brindiamo

e dedichiamoci una preghiera

quella che ti ricordi meglio

io Atto di Dolore

mio Dio mi pento e mi dolgo

per i peccati dei miei vicini

e poi giù all’ultima goccia

perché peccando

hanno meritato i tuoi castighi

e versamene ancora

ghiacciato

e mordo un pezzo di cuore caldo

scottato

e molto più perché hanno offeso me

spiandomi dal balcone

propongo col tuo Santo aiuto

di offenderli ancora un po’

e di sfuggire alle occasioni prossime

di peccato

Signore Misericordia

aiutaci a stare soli e in pace

anche stanotte.

Cheers.

Atto di dolore

Il sole spacca le pietre

spacca le teste

spacca i cuori

e i pazzi liberano le farfalle dalle dispense

di pomeriggio

quando i sani si rinchiudono al buio

con un asciugamano bagnato sulla fronte.

Tutti i gatti se ne fregano

e scendono dai tetti

a dormire sul cemento in cortile

con i cani che ansimano sui cuscini

alle 3 del pomeriggio

quando io addento un’anguria

e sputo i semi verso il cestino

sorridendo

perché penso al vicino che mi odia

e mi schiaccia tra le mani

come il fico che non riesce a sbucciare

tanto gli tremano anche oggi.

E’ estate

40 gradi all’ombra.

E’ tutto giallo

è tutto azzurro

per i gatti

per i cani

che non riconoscono i colori,

è tutto grigio

è tutto nero

per questi cristiani

che sudano fuori e dentro pure,

rinchiusi al buio nel gelo della loro anima

scaduta da un pezzo dimenticata dentro il freezer.

Io allora afferro il cristallo

e con le mani calde spacco il bicchiere.

Che facciamo amore?

Non resta che cucinarci il nostro cuore tenero

sulla brace del barbecue

per brindare con lo champagne ancora

direttamente dalla bottiglia.

Dalla bottiglia

Questo gatto rientra la notte

dimagrito

svilito

zoppo ma con le palle vuote

tant’è che il mio vicino vorrebbe

avvelenarlo

e mentre fuma affacciato alla finestra

studia un piano per farlo fuori

poi tossisce

sputa catarro sul marciapiede

e va a farsi un bidet per ammazzare

il tempo.

Io invece sto all’ultimo piano

col torcicollo

e tutto il resto

e scrivo questa poesia dedicata

a me

perché alla radio passano una canzone d’amore

scritta da un omosessuale per una ragazza

della quale è perdutamente innamorato

che si chiama Marco ma non lo può dire.

Poi accarezzo una bambola di porcellana

sorseggiando camomilla

e scelgo un nome per le ombre sul muro

e mi chiedo se a Pechino

giochino alle ombre cinesi

come da bambino

quando non sapevo chi fossero i Cinesi

ma vedevo le loro ombre la notte

e avevo paura di dormire.

E ora sono grande e dormo poco ancora

quindi penso al vicino segaiolo con le palle a mollo

al cantante venduto che ama Marco

e al mio gatto stanco con le palle vuote

e ti spiego il nesso

di tutta questa storia:

non importa se tu stanotte abbia scopato

o meno

l’importante è che domani

non abbia paura di niente e di nessuno.

Ombre Cinesi

Non dirmi ci penso, vediamo

guardami negli occhi, fissami

e sorseggiando dal tuo bicchiere

dimmi ok, andiamo!

Non vorremo stare qua?

Non ci staremo.

Quando tutti si fermeranno col rosso

avanzeremo col giallo

e mentre gli altri dietro aspetteranno il verde

noi saremo già a Bourbon Street

a sorseggiare caffè amaro

seduti al tavolino

addentando frittelle calde

ripetendo come un mantra:

“c’è orgoglio a Bourbon Street!”

Ti pulirai la crema dagli angoli della bocca

mentre io leccherò lo zucchero velato

dalla tua ciambella

e tu farai vedere le tette ai turisti

ed io avrò collane al collo

e una t-shirt talmente lunga

che sarà come un mantello

per il Principe della Strada.

Vuoi stare ferma?

Ci riposeremo un giorno,

senza soldi

senza oro

senza diamanti

senza casa

senza un orologio al polso.

Ho bisogno di essere leggero come polvere

per viaggiare nell’aria calda.

Guarda amore:

siamo questo pulviscolo impazzito

illuminato da un raggio di sole giallo

il 12 Agosto di un anno nuovo.

Come pulviscolo

Ci vorrebbero costine

e un barbecue per scottarle bene

ci vorrebbe una terrazza

il cielo stellato

sedia a dondolo

vista mare

bottiglia ghiacciata

e il profumo della sabbia calda

che sale verso il cielo con il fumo.

Certi giorni non dovresti leggere queste

smancerose frasi

senza sostanza

né poesia.

Avresti tutto il tempo così per cucinare

la tua bistecca al sangue

da mangiare con le mani

in silenzio

piegato sulla seggiola

in compagnia di zanzare

lugubri

assetate di rivalsa.

Come me.

Costine al barbecue